Programmi
Solo
Napoli 1627
Musiche di Ascanio Mayone, Giovanni Maria Trabaci, Carlo Gesualdo, Fabrizio Filomarino
Scopri di più"In the midst of this Barque sate Orpheus with his Harpe"
William Lawes e l'Orfeo francese. Musiche di W. Lawes, S. Ives, W. Byrd
Scopri di piùCon Mara Galassi, duo di arpe:
Davidsharfen
Cinque arpe al tempo di Bach
Il concerto esplora l'affascinante universo timbrico delle Davidsharfen, termine poetico e arcaico che designa una sorprendente varietà di arpe in uso nel Settecento: dalle arpe a due ordini con arpioni alle arpe a uncini, fino alle imponenti arpe triple di tradizione italiana. Musiche di S. L. Weiss e J. S. Bach, oltre a un anonimo Concerto proveniente da un importante fondo per arpa conservato a Varsavia, saranno eseguite su due grandi arpe triple; alcune danze e arie per arpa tratte dal manoscritto Musicalische Rustkammer, proveniente da Lipsia, saranno arrangiate per due arpe ed eseguite su strumenti a una e due file di corde, con e senza arpioni. Completano il programma il celebre concerto di Händel per arpa, eseguito con due arpe gallesi, e l'ancora più celebre Concerto Italiano di Bach. Un'occasione unica per ascoltare cinque arpe storiche, tutte diverse, dalle sonorità affascinanti e talvolta inattese.
Con Franco Pavan, arpa e liuto:
La belle Homicide, L'art de la conversation nei salons parigini del '600
Parigi, 1652
Rue de Beauce, Parigi 1652: Madeleine de Scudery, una delle menti più brillanti del suo tempo, apre la propria biblioteca a tutte le donne desiderose di istruirsi e di partecipare all'arte della conversazione. Nei 62 salons attivi nella città cuore della Francia nel corso del XVII si apre un mondo parallelo, libero dalle convenzioni e dalle durezze di Versailles. Scrittrici, musiciste, artiste si incontrano e aprono nuovi mondi culturali. Qui si incontrano persone legate al libero pensiero, e nel corso del secolo scorrono le parole e le note di Madame de Sévigné, di La Rochefoucauld, Racine, Angélique Paulet, le sorelle Boquet, Racine, Pascal, i liutisti Charles Mouton e Jacques Gallot.
La loro è un'arte raffinata, caratterizzata da un'attenzione profonda all'animo sensibile delle arti e quindi dell'uomo. Questa impresa avviata dalle donne savantes, sulle quali Molière infierì nelle Précieuses ridicules, permise una stagione straordinaria di sperimentazioni, senza dover subire la stretta diretta del giogo di Luigi XIV. Questa sera cercheremo modestamente di ricreare un cenacolo musicale voluto dalle savantes, chiamando in causa proprio i due liutisti, Mouton e Gallot, che frequentarono i salons ma che mai furono a corte. Una conversation tra il liuto e l'arpa, inoltre: grazie agli studi di Flora Papadopoulos questo strumento è riapparso nel repertorio parigino di questo periodo, arricchendo così il mondo sonoro di quelli che furono i salons e di quegli anni straordinari.
— Franco Pavan
Con Silvia Frigato, arpa e canto:
Altre collaborazioni
Napoli 1627
Musiche di Ascanio Mayone, Giovanni Maria Trabaci, Carlo Gesualdo, Fabrizio Filomarino
Un viaggio musicale negli anni d'oro dell'arpa doppia italiana, immaginata nelle mani dell'arpista virtuoso Ascanio Mayone a 400 anni dalla sua morte.
Unwritten, dal violino all'arpa
Musiche di Bach, Biber, Corelli, Marini
Durante il periodo barocco l'arpa ha spesso mutuato repertorio da strumenti polifonici come liuto e cembalo. La mia ricerca rivela però un'altra fonte di ispirazione: il violino. Ho scelto alcuni dei brani più suggestivi di Bach, Biber, Marini, Corelli e Tartini, aggiungendo una rara gemma della compositrice francese Jacquet de La Guerre.
I brani per violino si prestano con naturalezza all'arpa, permettendo elaborazioni ampie e libere. Basandomi su fonti storiche, ho esplorato i metodi di trascrizione dell'epoca in un percorso fatto di esperimenti, ipotesi e scelte musicali talvolta audaci.
Il risultato che presento oggi altro non è che una delle possibili interpretazioni di un patrimonio musicale mai scritto sulla carta. Offre all'arpa un nuovo repertorio idiomatico e vivo nella sua forma storica.
"In the midst of this Barque sate Orpheus with his Harpe"
William Lawes e l'Orfeo francese. Musiche di W. Lawes, S. Ives, W. Byrd
Out of a Creeke came waving forth a Barque of a gracious Antique designe, adorn'd with Sculpture finishing in Scrowles, that on the poope had for Ornament a great Masque head of a Sea-god; and all the rest enrich'd with embost worke touch'd with silver and gold. In the midst of this Barque sate Orpheus with his Harpe […]
Con queste parole William Davenant, autore della Maschera The Tempe of Love, descrive il momento in cui Jean Le Flelle, arpista della regina Enrichetta Maria, appare sul palco vestito da Orfeo: è il culmine sonoro dello spettacolo, e la sua arpa calma i mari.
Sappiamo cosa suonò in quell'occasione grazie a una nota nel manoscritto liutistico di Reymes: Monsieur La Flale playd thes tunes in the Queens mask on his arpe.
Che cosa altro avrebbe potuto suonare Monsieur Le Flelle mentre prestava servizio alla corte inglese ai tempi di William Lawes? Questo concerto tenta di dare risposta a questa domanda, utilizzando fonti musicali legate all'arpa.